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Marco Di Bartolo

Infermiere a Catania presso il Policlinico Vittorio Emanuele. Coordinatore Infermieristico dell' Unità di Terapia Intensiva Neonatale. RSU e Segretario Aziendale NurSind. Motto: "Se proprio non puoi vincere.... scappa !!!"

Il 18 settembre dalle 14.30 alle 16.30 nella Hall dell’ ingresso edificio B

 

i lavoratori sanitari, tecnici ed amministrativi si riuniranno in assemblea indetta dal Nursind.

 

 

Un presidio il San Marco che, nonostante gli sforzi dell’ Amministrazione del Policlinico di Catania del quale lo stesso è presidio distaccato, presenta ancora numerose criticità. Ed è per questo che adesso la parola passa ai lavoratori che di questa apertura sono quelli che ne portano il peso sulle spalle.

2 ore di assemblea che squarciano il silenzio sindacale di questi mesi. Come se nessuno si sia accorto delle difficoltà giornaliere che devono affrontare Infermieri, Ostetriche, Tecnici di Radiologia, Socio Sanitari e tutte le altre figure professionali.

Per il momento i toni non sono quelli della protesta. Me da ciò che emergerà dal dibattito si partirà per chiedere il confronto con la Direzione Generale.

Il Nursind come al solito si muove in anticipo dando sempre la parola prima ai lavoratori.

 

 

 

 

Un nutrito gruppo di lavoratori “esternalizzati”  del policlinico di Catania (ausiliari e socio sanitari)  nelle passate giornate d’agosto hanno manifestato davanti l’ingresso dell’ospedale. Al di là delle motivazioni sulla cui legittimità ognuno può esprimere liberamente la propria opinione, si ritiene che un Assessore alla Salute debba per lo meno attenzionare le ragioni di lavoratori che da 20 anni contribuiscono alla sanità catanese. Ed invece assistiamo ad un laconico post su facebook da parte dello stesso Assessore che liquida la questione con toni superficiali e quasi irridenti. E per giunta lo stesso Assessore permette nei commenti del suo post di scatenare un botta e risposta che si è poi trasformato quasi in una social.rissa. Nel ribadire che le richieste dei colleghi ausiliari e socio sanitari possono essere legittime o meno, riteniamo per lo meno inopportuno non degnarli nemmeno di una semplice audizione. Una storia triste. Vogliamo solo sperare che  i primi “freschi” di settembre, raffreddando idee e pregiudizi, possano indurre le istituzioni ad instaurare per lo meno un tavolo di dialogo con questi colleghi. Il tutto anche per disinnescare una situazione che secondo noi, se non affrontata, può deteriorarsi in qualcosa di più pesante. Noi del Nursind dal canto nostro abbiamo già da tempi non sospetti manifestato la nostra piena solidarietà ai colleghi ausiliari e socio sanitari che in queste settimane, con quasi 40 gradi, hanno con dignità e compostezza manifestato le loro ragioni.

 

Primi effetti dall’accordo concluso con l’assessore alla Salute Razza che ha sospeso la protesta degli infermieri dell’ ASP di Catania organizzata dal Nursind presso l’Ospedale di Caltagirone il 3 dicembre.

Contestualmente si revocava lo Stato di Agitazione proclamato in Prefettura pochi giorni prima.

Con delibera N. 4382 DEL 6/12/2018, che interessa la graduatoria di bacino orientale si da il via alle assunzioni di quasi 60 infermieri all’ASP di Catania.

L’Assessore dunque tiene fede all’impegno preso con la delegazione del Nursind durante una lunga e sofferta trattativa avvenuta la sera stessa della manifestazione che ricordiamo ha visto “incatenati” ed in sciopero della fame gli infermieri davanti il PO di Caltagirone.

Un atto concreto che pone le basi per il proseguimento delle trattative tra NurSind e ASP di Catania.

Dichiara Ciccio Di Masi, storico condottiero del Nursind di Caltagirone, che ha guidato l’estrema protesta davanti l’ospedale Gravina.

Ma non abbassiamo la guardia. Altri impegni hanno assunto sia l’Assessore che la Direzione Generale per quanto riguarda gli interventi strutturali e organizzativi in tutte le strutture ospedaliere dell’ASP 3”.

Continua sempre il Di Masi “ma siamo certi che una nuova spinta è stata impressa alle relazioni sindacali.”

Durante la Vertenza lo stesso Assessore ha preteso, entro un mese, dalla Direzione Generale dall’ ASP di Catania  un nuovo incontro per verificare lo stato dell’arte dei provvedimenti presi.

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Il 30 ottobre al Policlinico Vittorio Emanuele di Catania una partecipata assemblea dei lavoratori del PO Rodolico ha affrontato la problematica dei parcheggi alla luce dell’ Ordinanza del Direttore Generale che, per motivi di viabilità per il nuovo pronto soccorso, ha dovuto rimodulare gli accessi al Presidio Rodolico di Via Santa Sofia. Gravi i disagi soprattutto per gli infermieri che si sono visti togliere in 24 ore circa 130 posti per parcheggiare. Le ultime normative contrattuali impongono infatti a questi ultimi di montare in turno in reparto quando ancora il collega del turno precedente non ha smontato con una sovrapposizione di 15 minuti per lo scambio delle consegne. La conseguenza è che arrivando si trovano i parcheggi  ancora occupati  dalle auto dei colleghi ancora in servizio. Ma il senso del dovere e lo spirito di servizio non è mai venuto meno. Si sono avanzate richieste alla Direzione Generale ma nessun professionista  ha mai in alcuna maniera minacciato forme di ritorsione a danno dell’attività assistenziale ai pazienti .

Infatti anche in caso di estrema protesta che potrebbe scaturire in uno sciopero, i contingenti minimi dei reparti verrebbero assicurati. Purtroppo oggi assistiamo alla comparsa di uno documento, a firma di una rappresentanza di Medici specializzandi del Rodolico, con il quale si informa la Direzione Generale  che non si potrà garantire “il regolare svolgimento delle attività assistenziali” se non verrà concesso loro il parcheggio all’ interno del presidio ospedaliero.

Eppure la Direzione ha riservato loro abbondanti POSTI GRATUITI presso il nuovo e moderno parcheggio di via S. Zenone CON TANTO DI NAVETTA a disposizione.

Stringe il cuore vedere giovani medici (pochi per fortuna), che da poco hanno prestato il giuramento di Ippocrate, già pronti a puntare i piedi per il parcheggio riservato.

Addirittura in alcuni passaggi di questo documento “bacchettano” il Direttore Generale accusandolo di “non dare esempio virtuoso” di condotta. Un ardire questo che però scaturisce in una caduta di stile che riteniamo non condivisa dalla grande maggioranza di quei bravi medici in formazione che questo documento non lo hanno firmato e, se anche lo avessero fatto, probabilmente non avevano la piena consapevolezza dei contenuti.

Anche perchè questi giovani professionisti forse non si rendono conto che, non essendo sindacalisti, non possono godere di quel margine di manovra nell’ esprimere concetti così estremi ed essere al tempo stesso esenti dal pericolo di eventuali conseguenze di natura disciplinare.

Anche alla luce del fatto che gli stessi chiudono la loro lettera preannunziando sequele “nelle diverse sedi di confronto pubblico con i media“.

Siamo certi che la Direzione Generale sarà ferma nelle decisioni adottate tenendo fede agli accordi presi con tutte le categorie dei lavoratori.

Un triste paragrafo, si spera chiuso, della storia della formazione medica a Catania.

Non sembrano volersi risolvere le criticità oggetto di contestazione da parte di NurSind, UIL e Fials nel complesso operatorio del presidio Rodolico del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania

La questione esplosa qualche mese fa a seguito di un frettoloso e mal gestito trasferimento dei complessi operatori degli Ex Presidi Vittorio Emanuele e Ferrarotto alla nuova struttura del Presidio Rodolico di Via Santa Sofia. Le 3 sigle sindacali Continua a leggere

A poche ore dal proclama dell’Assessore Razza sull’apertura del Nuovo Pronto Soccorso del Policlinico VittorioEmanuele, si innesca un principio di incendio negli animi degli infermieri del Complesso Operatorio del Padiglione 8 del medesimo presidio di Via Santa Sofia, che nella loro attività istituzionale abbracciano varie specialistiche tra cui la Chirurgia Vascolare, la Cardiochirurgia e la Chirurgia Generale. Aperto da pochi mesi gli infermieri lamentano turni massacranti con una media di 10 turni di pronta disponibilità al mese che di fatto li rendono “ostaggi” dell’amministrazione per chiamate in casi di emergenza nelle ore di riposo.

Ciò nonostante il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro preveda che le “reperibilità” (così si chiama l’obbligo del lavoratore alla immediata sua reperibilità e di raggiungere la struttura nel più breve tempo possibile) di norma non debbano essere più di 6 al mese.”

dichiara Marco Di Bartolo Dirigente Sindacale del NurSind del Policlinico.

 

 

Con nota congiunta i Sindacati NurSind, FIALS e UIL FPL, hanno chiesto un tavolo tecnico urgente con l’amministrazione per esporre anche altre problematiche scaturite da una non ottimale organizzazione del personale afferente al Complesso Operatorio del padiglione 8.

Contestualmente hanno indetto una Assemblea di tutto il personale, anche degli altri Complessi Operatori per il 10 di ottobre 2018. L’Assemblea potrebbe essere il primo passo verso la dichiarazione dello stato di agitazione del personale nel caso in cui l’amministrazione non dimostri un fattivo impegno per la soluzione della problematica.

 

 

Con due note distinte intervallate di pochi giorni il Segretario Aziendale del Nursind al Policlinico Marco Di Bartolo informa prima l’Assessorato alla Salute delle Regione Sicilia e poi l’Ufficio Anti-corruzione dello stesso Policlinico sulla “scottante” storia che da giugno riguarda il guasto (o per meglio dire il mancato funzionamento) degli impianti di climatizzazione del nuovissimo padiglione 8 del Presidio Rodolico di Via Santa Sofia.

Per 3 mesi i sanitari del Rodolico hanno lavorato in condizioni disumane. A poco sono serviti gli sforzi dell’Ufficio Tecnico Aziendale tanto da far pensare che ci si trovi di fronte a non conformità o inadeguatezze degli impianti di climatizzazione passate incredibilmente inosservate durante le fasi di collaudo dell’edificio avvenuto pochi mesi addietro.

“Vogliamo essere certi che del disagio patito da sanitari e pazienti da giugno ad agosto risponda qualcuno e non avvenga come al solito che la questione passi in cavalleria” tuona il Dirigente Sindacale Marco Di Bartolo”

Adesso il caso è stato segnalato anche all’ ufficio anti-corruzione aziendale che siamo certi si attiverà subito per accertarsi che l’amministrazione ponga in essere tutti gli adempimenti per verificare se i guasti erano veramente non prevedibili oppure la responsabilità va ricercata nelle ditte che hanno svolto i lavori di installazione degli impianti.”

Dopo la sonora lezione impartita all’ ARNAS Garibaldi qualche mese fa con una delle cause inerenti il tempo del cambio divisa,  stavolta è stata L’Università degli Studi di Catania a finire nel mirino Nursind condannata dal Giudice a risarcire 3 infermiere ex dipendenti dell’ Ateneo che nel 2013,  assistite dagli avvocati Nella Piccione e Antonella Grasso, avevano intentato causa per errata retribuzione durata anni.

“le ricorrenti hanno ottenuto le differenze retributive per gli anni che vanno dal 2008 al 2013” spiegano i legali Antonella Grasso e Nella Piccione di Catania“dovute ad un errata applicazione contrattuale di equiparazione fra Università e Sistema Sanitario Regionale”

“La questione per onor di cronaca riguardava molti altri dipendenti Ex Universitari del Policlinico ma soltando il Nursind ha creduto nelle ragioni di diritto ed ha incoraggiato le proprie iscritte a rivolgersi ai legali” aggiunge Marco Di Bartolo segretario aziendale Nursind del Policlinico.

Non è la prima volta che  il Nursind dimostra che le amministrazioni pubbliche catanesi sanitarie non si sanno fare bene i conti.

 

Poche settimane fa un’altra sentenza a nostro favore riguardo ad un licenziamento illegittimo di una infermiera alla quale avevano calcolato male i giorni di malattia…

(https://www.infermieristicamente.it/articolo/9203/infermiera-licenziata-per-errore-calcolo-giorni-di-malattia-vittoria-di-nursind-catania-con-reintegro-e-risarcimento/)

 

Ma il bello ve lo assicuriamo deve ancora venire.

Perché a Settembre un altro ricorso collettivo trascinerà  stavolta il Policlinico di Catania davanti al giudice per il riconoscimento del tempo cambio tuta degli ultimi 5 anni.

 

Vedremo come andrà a finire… noi siamo qui ad informavi sempre e tempestivamente.

Di pochi giorni fa la notizia della causa vinta in tribunale del NurSind contro l’ ARNAS Garibaldi per il riconoscimento del tempo di vestizione. Quando iniziammo diverse cause sull’argomento a partire dal 2011, venimmo tacciati come dei visionari, dei patetici imbonitori. Continua a leggere

Il Passaggio di Fascia sempre più lontano per i dipendenti del Policlinico Vittorio Emanuele di Catania

 

Nel 2016 La Direzione del Policlinico di Catania ed un nugolo di Sindacati Illuminati partoriscono un accordo per la Progressione Economica Orizzontale che si palesa con un regolamento che definisce i criteri di accesso alla acquisizione della fascia.

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