Cannizzaro

Per l’ennesima volta nell’ultimo periodo abbiamo segnalato alle istituzioni tutte le criticità a cui stiamo andando incontro TUTTI gli operatori impegnati durante l’emergenza legata al coronavirus, senza ottenere risposte sufficienti a tutelare la salute dei colleghi. Auspichiamo un confronto serio sui temi contrattuali soprattutto in questi momenti di grande emergenza anche utilizzando le vie brevi, data la maggiore rappresentanza aziendale della scrivente per numero di professionisti sanitari associati, ma se la situazione non dovesse cambiare intraprenderemo tutte le azioni necessarie che serviranno a salvaguardarci durante il nostro operato…perchè non siamo EROI…siamo PROFESSIONISTI. Continua a leggere

Sono lontani i tempi in cui si era abituati agli scontri fra destra e sinistra, processi e prescrizione, MES, talk-show, social-accuse e dirette da spiaggia. Da giorni ormai, alla stessa ora assistiamo con la doverosa apprensione ad un unico e doloroso spettacolo fatto sulle cifre del contagio, dei guariti e dei deceduti dovuti al covid-19. Purtroppo questo serio e rigoroso spettacolo, viene reso ridicolo dal duo B&B (Boccia-Borrelli) allorquando decidono di mettere in scena il triste balletto delle mascherine.

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“Avevamo richiesto per tutti gli operatori sanitari, Sia come coordinamento regionale che come segreteria territoriale tamponi a tutti i sanitari al fine di dare ulteriore forza alle misure di contenimento.  Siamo soddisfatti che, anche se in ritardo tutti i sanitari potranno fare il tampone. Questo certamente servirà a garantire che un sanitario infetto e asintomatico, o paucisintomatico possa infettare altri e aumentare il contagio.”

Salvatore Vaccaro

Nuova ordinanza del Presidente Musumeci nella quale sono contenute misure più stringenti per i cittadini al fine di contenere la diffusione del CoVid-19 e nel contempo per quanto concerne gli operatori sanitari, da il via libera all’effettuazione dei tamponi orofaringei nei confronti del personale sanitario. Il NurSind esprime apprezzamento verso questo provvedimento che già da tempo avevamo posto all’attenzione del Governo regionale e che finalmente vediamo concretizzarsi.

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Cari colleghi

finalmente ieri sera è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato Decreto Legge n 18 del 17-3- 2020 in cui si parla dei benefici straordinari per emergenza corona virus in tema di congedi parentali e Legge. 104. Continua a leggere

E’ positiva al tampone la paziente che la scorsa notte è arrivata in condizione di gravità presso il pronto soccorso del Cannizzaro. La paziente, dopo essere stata assistita in emergenza al Pronto Soccorso è stata trasferita in Rianimazione dove a prendersi cura di lei sono stati Infermieri e Rianimatori che hanno messo a rischio la loro salute pur di aiutare la Paziente. Continua a leggere

Stanotte al Cannizzaro è arrivata una paziente grave con insufficienza respiratoria. La Paziente è stata  portata in rianimazione probabilmente attraverso l’area dedicata e inaugurata solo qualche giorno fa. I rianimatori hanno subito capito  che la situazione era estremamente grave e hanno prestato assistenza nonostante i pericoli, proprio al fine di salvare la donna. I Sanitari  hanno assistito tutta la notte correndo rischi. Continua a leggere

Subito dopo il Decreto del governo Conte, che ha dichiarato “zona rossa” e che di fatto ha stabilito la chiusura della Lombardia e altre 14 province, moltissime persone si sono precipitate verso la stazione Garibaldi di Milano per ritornare verso il sud del Paese.

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E’ notizia di pochi giorni fa, pubblicata da autorevoli riviste scientifiche, che nel Polo Sud presso la Base Esperanza si sia registrato un incremento record delle temperature, che ha comportato per la prima volta lo scioglimento del ghiaccio in alcune aree. Mi ha molto colpito la foto che accompagna l’articolo; si vedono i pinguini che annaspano nel fango. Rimangono lí, frastornati da una anomalia in attesa che la temperatura si abbassi e consenta loro di vivere nelle condizioni a cui è abituato.

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Sei medici e dieci infermieri dell’Unità Intensiva Respiratoria dell’ospedale Cannizzaro di Catania sono stati posti in quarantena, la notizia arriva come una bomba dopo l’allarme per i tre docenti di agraria infettatisi in un convegno che si è tenuto a febbraio a Udine. La vicenda prende il via domenica con il ricovero di un paziente in UTIR che presentava tosse e febbre.

Come il paziente in questione abbia superato i filtri e le raccomandazioni ministeriali al momento non è dato sapere, dal canto nostro abbiamo informato immediatamente i vertici aziendali chiedendo la messa in sicurezza di operatori e pazienti. La settimana scorsa avevamo chiesto che il personale, specialmente quello sottoposto a maggior rischio, venisse fornito di adeguati DPI per eventuali casi sospetti. Anche una contrazione dei ricoveri in elezione sarebbe stata necessaria.

Invece al Cannizzaro, ci riferiscono i colleghi, hanno dovuto provvedere motu propriu a cercare di “recuperare”(forse addirittura da altri ospedali o altre U.O.) alcune mascherine ffp3 che (speriamo) potrebbero aver “salvato” gli operatori dal contagio.  Inoltre il pre-triage è stato approntato con estremo ritardo tanto che i pazienti hanno continuato ad attraversare “senza filtro” il Pronto Soccorso  fino alla giornata di ieri del 02/03/2020. 

La frittata è servita. Adesso non ci resta che sperare che operatori e pazienti non sviluppino i sintomi e possano loro stessi diventare agenti infettivi; a quel punto la situazione potrebbe precipitare. E dire che avevamo avvisato tutte le direzioni dei possibili rischi. Ma come spesso accade da noi, si naviga a vista.

Medici e infermieri dovranno restare in quarantena per i quattordici giorni previsti dai protocolli, mentre giovedì sarà prelevato loro il tampone per verificare la positività o meno al virus.

Il paziente, sessantenne, sarebbe un docente dell’ateneo di Catania e sarebbe stato ricoverato per circa 24/30 ore in UTIR prima di essere trasferito nel reparto di Malattie Infettive dello stesso Cannizzaro nel pomeriggio di lunedì. Nel frattempo è stato assistito dal personale, con e senza mascherine o altri DPI.

In totale, sono tre i docenti del dipartimento di Agricoltura (Di3A) dell’Università di Catania, che erano stati a un congresso a Udine e che sono risultati positivi ai test sul coronavirus. Lo rende noto il rettore Francesco Priolo con una nota pubblicata sul sito dell’Ateneo in cui precisa che “la conferma definitiva dovrà avvenire tramite la validazione dei centri nazionali preposti” e che “i colleghi risultati positivi sono tutti a casa sotto osservazione e nessuno di loro versa in gravi condizioni”. Intanto  è stata disposta la chiusura delle sedi del dipartimento, di via Santa Sofia e via Valdisavoia, fino al prossimo 7 marzo.

 

In questi giorni assistiamo ad una folle corsa alla ricerca e all’acquisto incondizionato delle mascherine di protezione che sebbene siano uno strumento utile per ostacolare le infezioni, le stesse però, vanno usate nel modo giusto e, soprattutto devono essere associate a una serie di comportamenti igienici di prevenzione.

Indossare la mascherina e non lavarsi le mani non serve assolutamente a nulla.

Le mascherine nascono negli ambienti ospedalieri, e fanno parte dei Dispositivi Individuali di Protezione (DPI) disciplinati dal D lgs 81/08. Le avrai potute notare nei blocchi operatori, nei reparti infettivi e in altri ambienti sanitari. Sono accessori monouso e studiate inizialmente per limitare la trasmissione di agenti infettivi dal personale sanitario ai pazienti, e viceversa.

Esistono due tipologie differenti: mascherine chirurgiche e i filtranti facciali

Le mascherine chirurgiche sono le più diffuse. Non aderiscono strettamente ai contorni del viso e sono studiate per impedire che le goccioline di secrezioni respiratorie (droplet) più grosse vengano in contatto con la bocca o il naso di chi le indossa. Sono utilizzate in particolare in ambiente ospedaliero, e servono a evitare che la persona che la indossa contamini l’ambiente (e quindi i soggetti con cui viene a contatto). Esistono diversi tipologie: I, IR , II e IIR con marcatura CE sulla confezione.

Quelle di tipo II (tre strati) e IIR (quattro strati) offrono una maggiore efficienza di filtrazione batterica (≥ 98%), inoltre la IIR è resistente anche agli spruzzi. Dopo 2 -3 ore di uso, le mascherine vanno sostituite in quanto, inumidendosi, perdendo di efficacia. Non è dimostrato invece che l’uso della mascherina chirurgica da parte delle persone sane nelle loro normali attività quotidiane, riduca la trasmissione del virus dell’influenza.

Dunque, l’uso della mascherina chirurgica non garantisce una valida difesa contro i virus, in quanto non offre una sicura protezione alla penetrazione di polveri ed aerosol, ma presenta comunque alcuni vantaggi:

  • riduce il rischio di contagio se indossata dalla persona malata, in quanto limita il numero di microorganismi immessi nell’ambiente (es. starnuto);

  • protegge, in alcuni casi, la persona sana da schizzi di liquidi infetti.

I facciali filtranti o respiratori sono dispositivi più complessi. Una volta indossati aderiscono strettamente al viso di chi li indossa, filtrando le particelle più piccole che potrebbero essere inalate o venire in contatto con le mucose di naso e bocca. Essi sono gli unici dispositivi che garantiscono la protezione delle vie respiratorie dal virus. Questo tipo di maschera a filtro e’ costituito interamente o prevalentemente di materiale filtrante attraverso il quale passa l’aria inspirata; l’aria espirata può essere scaricata attraverso lo stesso materiale filtrante o attraverso una valvola di espirazione. Alcuni tipi, per migliorare l’adattamento del volto, ricorrono ad un adattatore attorno al naso. L’utilizzatore deve modellare a adattarlo sul proprio naso prima dell’ uso.

I facciali filtranti vengono classificati in:

  • FF P1 facciale filtrante con bassa separazione contro le particelle solide (efficienza filtrante minima 78%)

  • FF P2 facciale filtrante con media separazione contro le particelle solide e liquide(efficienza filtrante minima 92%)

  • FF P3 facciale filtrante con alta separazione contro le particelle solide e liquide (efficienza filtrante minima 98%).

Contro i virus influenzali, sono indicati solo i facciali di tipo FF P2, FF P3 riconoscibile per la presenza sul respiratore della marcatura CE EN 149 o N95 (classificazione americana).

Accanto alla classificazione (FFP2 e FFP3), a secondo della protezione che offrono, sono marcati con S (contro aerosol solidi e contro aerosol liquidi a base acquosa) o SL (contro aerosol solidi e liquidi).

L’efficacia della maschera è legata soprattutto ad una buona tenuta sul volto, per questo va indossata in assenza di barba e baffi, e all’attuazione di altre misure quali il lavaggio delle mani, il corretto indossamento e rimozione, la corretta eliminazione dopo l’ uso.

Questo tipo di maschera va sostituita dopo 8 ore di uso e uno scorretto utilizzo può aumentare il rischio di trasmissione piuttosto che ridurlo.

Il Ministero della Salute ha indicato la procedura corretta per indossare e togliere la mascherina. Ha inoltre precisato che indossare più mascherine una sopra l’altra non serve a nulla.

Come mettere la mascherina

  • Prima di indossarla bisogna lavare le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica

  • Indossare la mascherina coprendo bene bocca e naso

  • Assicurarsi che la mascherina aderisca correttamente al volto

Come togliere la mascherina

  • Prenderla dall’elastico, evitando di toccare la parte anteriore

  • Inserirla in un sacchetto chiuso prima di buttarla

  • Lavare di nuovo le mani

fonti:

www.salute.gov.it

www.focus.it

www.seton.it

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