Segreteria Provinciale

“A seguito della mancata fornitura di reagenti per la diagnosi di Covid-19 i campioni pervenuti a questo laboratorio verranno conservati a temperatura controllata”.

È quanto si legge in una comunicazione a firma del direttore del laboratorio centralizzato analisi del Policlinico di Catania diretta al direttore generale. La lettera porta la data di ieri 28 marzo 2020. Nella missiva si aggiunge anche che “i campioni sono comunque a vostra disposizione per l’eventuale ritiro”.

 

Da ieri dunque non si possono diagnosticare i tamponi per il Coronavirus nella struttura ospedaliera etnea. Ciò accade per una nuova grave carenza della sanità catanese.

Alle mascherine e al disinfettante ora si aggiungono anche i reagenti per i campioni eseguiti.

Il dato sul numero dei contagiati nella provincia di Catania ieri risultava confortante. Solo più 6 rispetto al giorno precedente.  A questo punto ci chiediamo se il dato di solo 6 contagi nella provincia non sia sottostimato da questo fatto che costituisce una certa gravità.  

Comunque ci fanno sapere che il laboratorio del Garibaldi Centro riesce ad effettuare gli esami e a breve anche quello di Nesima. 

Abbiamo chiesto i tamponi a tutti i sanitari all’inizio dell’epidemia. Musumeci dopo qualche giorno(era il 20 marzo) ha dichiarato che tutti avrebbero fatto l’esame. Ad oggi scopriamo che in una certa misura non si riescono a fare neanche i tamponi ordinari. E’ veramente sconfortante poichè ci sono stati colleghi che hanno dovuto attendere un tampone per oltre 3 giorni prima di sapere essere negativi, ma nel frattempo hanno dovuto abbandonare i propri familiari per paura di trasmettere un eventuale contagio.

Per l’ennesima volta nell’ultimo periodo abbiamo segnalato alle istituzioni tutte le criticità a cui stiamo andando incontro TUTTI gli operatori impegnati durante l’emergenza legata al coronavirus, senza ottenere risposte sufficienti a tutelare la salute dei colleghi. Auspichiamo un confronto serio sui temi contrattuali soprattutto in questi momenti di grande emergenza anche utilizzando le vie brevi, data la maggiore rappresentanza aziendale della scrivente per numero di professionisti sanitari associati, ma se la situazione non dovesse cambiare intraprenderemo tutte le azioni necessarie che serviranno a salvaguardarci durante il nostro operato…perchè non siamo EROI…siamo PROFESSIONISTI. Continua a leggere

Dopo l’individuazione dell’Assessorato dell’A.R.N.A.S. Garibaldi  come azienda  centro COVID19-dedicato, con i suoi 20 posti letto di Rianimazione  adulti ,  2 posti letto Rianimazione Pediatrica,  lo spostamento della Pneumologia al Centro, l’ampliamento delle malattie infettive, il percorso per le donne gravide, tutto ciò per ospitare i pazienti affetti da corona-virus.

Sicuramente una grande rivoluzione all’interno di una Azienda Ospedaliera ad Alta Specializzazione come il Garibaldi, sacrificando anche qualche unità operativa per reclutare personale e rafforzare dove c’è bisogno, lasciando qualche mal contento in questo trambusto.

I primi RISULTATI,   ARNAS Garibaldi contro COVID19  3 – 0  dopo un ricovero presso il reparto di Malattie infettive dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania sono stati dimessi tre ricoverati per Covid 19 curati con una terapia combinata Idrossiclorichina, Lopinar e Azitromicina grazie a procedure attivate dall’assessorato regionale alla Salute.

La notizia fa ben sperare, si tratta di una 60 enne, un 63 enne e un 77 enne che sono tornati oggi a casa nel rispetto di misure di sicurezza condivise con l’Azienda sanitaria provinciale. I primi due pazienti non presentavano un quadro particolarmente complicato, mentre la situazione del 77enne appariva in un primo momento critica, viste le numerose patologie di cui soffriva l’uomo. La lotta continua e la speranza aumenta per tutti gl’altri pazienti ricoverati presso l’ARNAS,  alcuni di questi con un quadro clinico complesso ed i parametri vitali a limite, dove si rende necessaria la  ventilazione meccanica, comunque la macchinosa strategia messa in moto dalla Direzione Aziendale è in continuo mutamento e, qualora la situazione lo richieda, considerando che il trend di contagiati ed ospedalizzati continua ad essere in crescita.

In questo momento di così frenetico, di caos totale direi, sembriamo quasi in guerra la nostra richieste continua ad essere  “la fornitura dei DPI adatti” per gli operatori sanitari, presidi introvabili, i coordinatori delle Unità Operative ormai sono costretti a centellinare il materiale, naturalmente spesso a discapito dell’assistenza. Come Abbiamo scritto in un Articolo precedente Adesso è il momento di lottare TUTTI INSIEME, per il futuro, ricordiamoci però che NurSind non dimentica.

Infermiere  Dott. Vincenzo Neri

 

Sono lontani i tempi in cui si era abituati agli scontri fra destra e sinistra, processi e prescrizione, MES, talk-show, social-accuse e dirette da spiaggia. Da giorni ormai, alla stessa ora assistiamo con la doverosa apprensione ad un unico e doloroso spettacolo fatto sulle cifre del contagio, dei guariti e dei deceduti dovuti al covid-19. Purtroppo questo serio e rigoroso spettacolo, viene reso ridicolo dal duo B&B (Boccia-Borrelli) allorquando decidono di mettere in scena il triste balletto delle mascherine.

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“Avevamo richiesto per tutti gli operatori sanitari, Sia come coordinamento regionale che come segreteria territoriale tamponi a tutti i sanitari al fine di dare ulteriore forza alle misure di contenimento.  Siamo soddisfatti che, anche se in ritardo tutti i sanitari potranno fare il tampone. Questo certamente servirà a garantire che un sanitario infetto e asintomatico, o paucisintomatico possa infettare altri e aumentare il contagio.”

Salvatore Vaccaro

Nuova ordinanza del Presidente Musumeci nella quale sono contenute misure più stringenti per i cittadini al fine di contenere la diffusione del CoVid-19 e nel contempo per quanto concerne gli operatori sanitari, da il via libera all’effettuazione dei tamponi orofaringei nei confronti del personale sanitario. Il NurSind esprime apprezzamento verso questo provvedimento che già da tempo avevamo posto all’attenzione del Governo regionale e che finalmente vediamo concretizzarsi.

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Appena arriverà la circolare il congedo chiesto sarà tramutato in quello straordinario, con il pagamento dell’indennità pari al 50% della retribuzione (per i collaboratori 50% del reddito giornaliero per i giorni chiesti) e la copertura della contribuzione figurativa. Sarà retroattivo e si potrà chiedere a partire dal 5 marzo.

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“Applicazione dell’art.6 del decreto 18/2020 Cura Italia che prevede la requisizione di strutture alberghiere.”

E’ questo quello che chiede il Sindacato Nursind all’Autorità Prefettizia ed al Sindaco di Catania per dar modo agli operatori sanitari (infermieri, medici, tecnici sanitari e OSS) impegnati in prima linea nelle strutture ospedaliere destinate all’assistenza dei pazienti Covid-Positivi, di poter fruire di un alloggio per riposare e ristorarsi tra un turno e l’altro senza il rischio, tornando a casa, di contagiare familiari e ulteriore popolazione.

Ciò anche in previsione del fatto che, con l’inevitabile arrivo dell’onda di piena di pazienti gravi, i turni di lavoro potranno prolungarsi anche oltre le 12 ore di fila.

Nel frattempo la Direzione Generale del Policlinico di Catania, che ha individuato il Presidio Ospedaliero San Marco di Librino quale struttura Covid19, sta valutando con favore l’altra proposta del Sindacato di aumentare i tempi di vestizione e svestizione a favore del personale durante il cambio turno in quei reparti impegnati direttamente all’assistenza di pazienti contagiosi. 

 

“Faremo richiesta in tutte le aziende di Catania” –  che agli infermieri in prima linea sia riconosciuto il lavoro ed il rischio”

 

 

Cari colleghi

finalmente ieri sera è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato Decreto Legge n 18 del 17-3- 2020 in cui si parla dei benefici straordinari per emergenza corona virus in tema di congedi parentali e Legge. 104. Continua a leggere

La segreteria Territoriale  Nursind e CGS è vicina agli Infermieri, Operatori Socio Sanitari, Tecnici Sanitari impegnati in prima linea in questa battaglia affrontata ad armi spuntate. Per il momento non vogliamo polemizzare con le Azienda Sanitarie della nostra città alle quali di certo non si possono addossare tutte le colpe di uno generalizzato stato di abbandono della sanità che già è in affanno nell’ordinario figuriamoci in stato di emergenza. La Segreteria Territoriale NurSind ha sempre segnalato tali lacune, consegnando nel mese di febbraio 2020 in una audizione parlamentare all’ARS, una relazione con i numeri della carenza di personale.  Di fatto in questi giorni abbiamo visto il proliferare di bandi  ed assunzioni per infermieri ed OSS.  Inoltre la scrivente Organizzazione Sindacale, ha inviato numerose richieste  nei giorni scorsi per la fornitura di DPI alle Aziende e promosso la riduzione delle attività differibili al fine di rendere agevole l’assistenza infermieristica riducendo così la possibilità che gli operatori vengano contagiati.                                           MA STATE C ERTI CHE NURSIND NON DIMENTICA Finita l’emergenza faremo i conti con la politica Nazionale e Regionale che oggi ci manda al fronte senza presidi minimi di protezione. NOI del direttivo Nursind, abbiamo la fotografia delle criticità vissute, le TANTISSIME segnalazioni che riceviamo quotidianamente da colleghi che lavorano in prima linea,  (PS , le rianimazioni, ma sopratutto i colleghi che lavorano sulle ambulanze (costretti loro malgrado a lavorare  con pazienti sospetti infetti  senza i DPI  adeguati , al di fuori di qualsiasi protocollo, inviare il personale sanitario in trincea  è un atto di irresponsabilità grave, che vanifica tutti gli sforzi fatti del sistema e che rischia di devastare un sistema sanitario già carente e provato, vedi l’esperienza dei colleghi della lombardia. Adesso però è il momento di lottare tutti INSIEME con coraggio e determinazione ognuno con i mezzi che ha disposizione. Usciremo malridotti ma più forti, sopratutto TUTTI  DOVRANNO RICONOSCERE IL NOSTRO VALORE                                                                                                           Infermiere Vincenzo Neri
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