Un’altra importante vittoria per il NurSind Catania, che si conferma in prima linea nella difesa dei diritti del personale sanitario. Nuove sentenze favorevoli ribaltano lo stato delle cose all’Asp di Catania e all’Azienda Ospedaliera Cannizzaro, dimostrando che l’impegno sindacale può trasformarsi in conquiste concrete.
Il NurSind continua a tradurre le storiche rivendicazioni degli infermieri e delle professioni sanitarie in risultati tangibili, portando la voce dei lavoratori fin dentro le aule di giustizia e uscendone vincitore. Dietro questo successo non c’è semplicemente un atto giudiziario, ma una precisa identità sindacale, quella di un’organizzazione che rifiuta la logica della mera rappresentanza passiva e sceglie l’intervento diretto, sul campo, per ripristinare legalità ed equità all’interno delle nostre strutture sanitarie.“Continueremo a vigilare affinché nessun lavoratore debba più ricorrere alle aule di tribunale per ottenere ciò che gli spetta. Questa vittoria appartiene a tutti i professionisti sanitari che ogni giorno operano con sacrificio e senso del dovere ” -quanto dichiarato da Salvatore Tirendi Segretario Aziendale ASP. “Questo traguardo rappresenta un successo straordinario per tutti i lavoratori e premia l’immenso e costante impegno della nostra segreteria territoriale,” dichiara con orgoglio Salvatore Intravaia, dirigente del NurSind Catania.
“Una soddisfazione parziale da una ferma determinazione a non cedere di un millimetro, continueremo in appello” . Francesca Fusco esprime infatti un parere più cauto, definendo la vittoria “parziale” al Cannizzaro a causa del mancato riconoscimento totale del diritto al buono pasto. Proprio per questo, il NurSind Catania ha già annunciato che non si fermerà e che procederà in appello per vedere pienamente riconosciuto ogni singolo diritto dei lavoratori.
Sempre al fianco degli infermieri questa doppia pronuncia dimostra, ancora una volta, che la segreteria territoriale di Catania resta il punto di riferimento vigile e attento per tutto il personale del comparto. La guardia rimane alta: l’attività di monitoraggio e di azione legale continuerà senza sosta finché ogni operatore non vedrà valorizzato e rispettato il proprio lavoro.
