Il Tribunale del Lavoro di Caltagirone ha condannato l’ASP di Catania per condotta antisindacale in una sentenza che segna una vittoria per i diritti dei lavoratori. La causa è stata promossa dal sindacato NurSind rappresentati dall’avvocato Domenico De Angelis. La controversia riguarda la gestione dello sciopero del 30 giugno 2021, durante il quale l’azienda sanitaria, guidata all’epoca dal Direttore Generale Maurizio Lanza, ha violato gli accordi quadro nazionali, non fornendo le liste del personale esentato per garantire i servizi essenziali.
La sentenza, emessa dal Giudice Dott.ssa Cinzia Cicero, ha stabilito che la condotta dell’ASP di Catania è stata antisindacale, in quanto ha “ostacolato il diritto di sciopero” e l’attività del sindacato NurSind. La mancata comunicazione dei nominativi dei dipendenti tenuti a svolgere le prestazioni indispensabili ha impedito un corretto svolgimento dello sciopero, compromettendo la libertà sindacale.
Salvatore Vaccaro, Segretario Territoriale NurSind di Catania dichiara: “La vittoria in tribunale contro l’ASP di Catania è un risultato di enorme importanza per il NurSind e per tutti i lavoratori che rappresentiamo. Questa sentenza conferma che la condotta dell’azienda durante lo sciopero del 30 giugno 2021 è stata un chiaro atto di antisindacalismo, violando non solo gli accordi ma anche i diritti fondamentali dei lavoratori. Il mancato invio delle liste del personale esentato ha ostacolato in modo palese l’esercizio del diritto di sciopero. Il Giudice ha ristabilito la legalità, dimostrando che nessuno può calpestare la libertà sindacale. Il NurSind continuerà a battersi per la tutela dei diritti dei professionisti sanitari.”
La decisione del tribunale si basa sulla violazione dell’art. 3, comma 3 dell’Accordo Quadro Nazionale sui Servizi Pubblici Essenziali del 20/09/2001, che disciplina le modalità di gestione degli scioperi nel settore pubblico.
L’Avv. Domenico De Angelis nel merito dichiara: “La sentenza del Tribunale di Catania è un punto di riferimento per la giurisprudenza in materia di diritto del lavoro. Il Tribunale ha accolto in pieno le nostre argomentazioni, riconoscendo la condotta dell’ASP di Catania come antisindacale. La mancata comunicazione dei nominativi del personale indispensabile è stata ritenuta una grave violazione dell’Accordo Quadro Nazionale sui Servizi Pubblici Essenziali. Questa decisione non solo condanna l’azione dell’azienda, ma ribadisce l’importanza del ruolo dei sindacati e la necessità che le istituzioni rispettino le normative vigenti. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto, che rappresenta una vittoria per il diritto e la tutela dei lavoratori.”
Oltre a dichiarare la condotta dell’ASP come antisindacale, la sentenza ha previsto anche delle sanzioni economiche. L’azienda è stata condannata a rifondere le spese legali, liquidate in **€ 2.695,00**, che saranno a carico della Direzione Generale.
