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A tutti gli operatori sanitari,

Da quando è cominciata l’emergenza sanitaria correlata alla diffusione del Coronavirus tutti i professionisti sanitari sono impegnati in prima linea a fronteggiare l’epidemia nei vari Ospedali. Il servizio prestato in occasioni emergenziali porta con se una serie di ripercussioni psico-fisiche non indifferenti che non vanno sottovalutati, che potrebbero avere un impatto negativo a livello personale, familiare e relazionale.

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Ho ricevuto una lettera che  ha anche pubblicato su Facebook, l’amico Dott. Claudio Gullotta, medico specializzato in anestesia e rianimazione, sento il dovere di condividere questo pensiero con tutti  i nostri lettori. Premesso che, condivido il pensiero e sono sicuro che ad emergenza sanitaria risolta, tutti si dimenticheranno di questi EROI, i quali continueranno a prendersi cura dei pazienti ricoverati, faranno doppi turni per garantire l’assistenza, lasceranno le loro famiglie per coprire i turni  natale, capodanno, pasqua, pasquetta, ecc..

La cosa che invece fa rabbia, è che i politici così detti navigati si sono meravigliati di come tutto questo sia potuto accadere, dandone colpa all’attuale governo, come se loro sono stati sempre all’opposizione. Fortunatamente tutti si sono alternati al governo nessuno può esimersi.

Al prossimo rinnovo del contratto RICORDATEVI DI QUESTI EROI, ad oggi sottopagati e demansionati rispetto a tutti i colleghi d’Europa.

Chi semina Vento raccoglie Tempesta. Decenni di tagli alla sanità pubblica sacrificati all’altare del capitalismo e dell’austerity. Politiche miopi, opportunistiche e poco etiche sono l’epilogo di ciò che sta accadendo ai nostri giorni. Da un sistema sanitario che già funzionava al limite delle sue capacità come potevamo aspettarci reggesse ad un’ondata di piena? Il problema sanitario si faceva già sentire, a mia memoria, nel lontano 1982, anno in cui “misi le mani in pasta” nella sanità; infatti avevo completato il mio tirocinio pratico ospedaliero nella disciplina di Anestesista e Rianimazione e in quello stesso anno iniziò una delle tante finanziarie che bloccò i concorsi per i medici in Sicilia; ma anche in altre parti d’Italia, fino al 1989. Quanti anni sprecai a scrivere ricette in Guardia Medica. Unica cosa positiva, per certi versi, era in quell’epoca l’abbondante disponibilità di posti nelle scuole di specializzazione, tutto ciò era possibile poiché gli specializzandi non venivano remunerati. Con l’ingresso in Comunità Europea i posti nelle scuole di Specializzazione drasticamente si ridussero poiché gli specializzandi dovevano essere remunerati. Dopo questa prefazione è importante sottolineare che nelle Rianimazioni, quelle che oggi dai giornali vengono comunemente denominate Terapie Intensive, parlo della provincia di Catania, ma non vado sicuramente errato se mi riferisco alla intera Sicilia e forse alla maggior parte delle regioni italiane, vi è sempre stata una situazione di estrema precarietà: posti letto sempre occupati, la Terapia semi Intensiva tante volte trasformata in Terapia Intensiva per fare fronte ai periodi in cui la richiesta di posti aumentava; personale medico cronicamente sotto organico e apparecchiature vetuste che venivano sostituite solo quando non più riparabili, tra le apparecchiature annovero anche ai respiratori polmonari che oggi sono diventati, più che mai, una chimera. In Anestesia e Rianimazione si continuano a fare turni, parlo di condizioni ordinarie, di 15 giorni consecutivi. Come è possibile ciò possa avvenire? Basta fare il turno di domenica e riprendere l’indomani la normale settimana lavorativa, non c’è spazio a causa dell’organico carente per godere di un giorno di sosta. Oggi tanti miei colleghi, sottolineo in situazione ordinaria, hanno sforato l’esubero lavorativo di 2000 ore, ore che mai saranno riconosciute né moralmente né economicamente. Professionisti stanchi, logorati e demotivati; interventi chirurgici che vanno avanti a forza di “progetti” e “prestazioni” aggiuntive e, a fronte di qualche centinaio di euro in più al mese, ti impegnano anche 12 ore al giorno in sala operatoria. Ma perché ho parlato di sala operatoria, sono andato fuori tema? No, il Rianimatore è anche Anestesista e viceversa pertanto la stessa persona, a periodi, coprirà i turni di Terapia Intensiva e quelli di sala operatoria. Da quanto descritto si deduce che è un sistema al collasso che si regge di espedienti e che spreme sempre di più le forze dei medici Anestesisti e Rianimatori e, non solo, sotto l’indifferenza cinica dei Manager il cui unico obbiettivo è quello di fare tornare i conti di una sanità stremata. Ma oggi di cosa ci meravigliamo? Era tutto predisposto per essere travolto dalla prima ondata di piena. I media ci tempestano solo di numeri, le città sono deserte, come dice Papa Francesco, riferimento senza alcun bigottismo, la “sera è calata”, tanti italiani stanno oltre che fisicamente anche economicamente morendo; ma nessuno sottolinea che la pandemia che ci ha investiti, se solo avessimo avuto le gambe più solide, si poteva prospettare con un altro scenario. E i soliti noti, di cui alcuni complici dello scempio, vengono anche intervistati riaffermando la loro notorietà mediatica. Qualcuno oggi si permette anche di dare ai medici il titolo di “eroi”, di eroico in tutto ciò non vi è proprio nulla, se vogliamo a tutti i costi dar loro un appellativo chiamiamoli “martiri” di un sistema gestionale che, insieme ai pazienti, li ha sacrificati all’altare della finanza lasciandoli a se stessi, nelle condizioni in cui si lavora si è esposti solo a denunce ed aggressioni fisiche. Ma oggi di cosa ci meravigliamo se abbiamo costruito sulla sabbia? Come mai la Germania con quasi 50.000 casi ha avuto solo 325 decessi e noi con circa 86.500 casi abbiamo avuto più di 9000 decessi? Quale possono essere le risposte? Sicuramente in gioco vi sono tante variabili; ma non è errato pensare che una risposta alla base di questi numeri sia quella di un Sistema Sanitario Teutonico solido e ben attrezzato, un sistema che possiede già un elevato numero di respiratori polmonari e che è in attesa di ulteriori 10.000 respiratori, un sistema che sta allestendo un ospedale con 1000 posti letto, un personale sanitario numericamente adeguato e dunque più performante. In Italia i nostri gestori hanno seminato Vento e, adesso noi raccogliamo Tempesta e piangiamo i morti condotti dai camion dell’esercito verso i forni crematoi senza neanche il conforto delle loro famiglie nel poterli salutare. Con tanta indignazione ed unico conforto, quello di avere abbandonato un sistema sanitario di sola parvenza, dott. Claudio Gullotta”

“A seguito della mancata fornitura di reagenti per la diagnosi di Covid-19 i campioni pervenuti a questo laboratorio verranno conservati a temperatura controllata”.

È quanto si legge in una comunicazione a firma del direttore del laboratorio centralizzato analisi del Policlinico di Catania diretta al direttore generale. La lettera porta la data di ieri 28 marzo 2020. Nella missiva si aggiunge anche che “i campioni sono comunque a vostra disposizione per l’eventuale ritiro”.

 

Da ieri dunque non si possono diagnosticare i tamponi per il Coronavirus nella struttura ospedaliera etnea. Ciò accade per una nuova grave carenza della sanità catanese.

Alle mascherine e al disinfettante ora si aggiungono anche i reagenti per i campioni eseguiti.

Il dato sul numero dei contagiati nella provincia di Catania ieri risultava confortante. Solo più 6 rispetto al giorno precedente.  A questo punto ci chiediamo se il dato di solo 6 contagi nella provincia non sia sottostimato da questo fatto che costituisce una certa gravità.  

Comunque ci fanno sapere che il laboratorio del Garibaldi Centro riesce ad effettuare gli esami e a breve anche quello di Nesima. 

Abbiamo chiesto i tamponi a tutti i sanitari all’inizio dell’epidemia. Musumeci dopo qualche giorno(era il 20 marzo) ha dichiarato che tutti avrebbero fatto l’esame. Ad oggi scopriamo che in una certa misura non si riescono a fare neanche i tamponi ordinari. E’ veramente sconfortante poichè ci sono stati colleghi che hanno dovuto attendere un tampone per oltre 3 giorni prima di sapere essere negativi, ma nel frattempo hanno dovuto abbandonare i propri familiari per paura di trasmettere un eventuale contagio.

Per l’ennesima volta nell’ultimo periodo abbiamo segnalato alle istituzioni tutte le criticità a cui stiamo andando incontro TUTTI gli operatori impegnati durante l’emergenza legata al coronavirus, senza ottenere risposte sufficienti a tutelare la salute dei colleghi. Auspichiamo un confronto serio sui temi contrattuali soprattutto in questi momenti di grande emergenza anche utilizzando le vie brevi, data la maggiore rappresentanza aziendale della scrivente per numero di professionisti sanitari associati, ma se la situazione non dovesse cambiare intraprenderemo tutte le azioni necessarie che serviranno a salvaguardarci durante il nostro operato…perchè non siamo EROI…siamo PROFESSIONISTI. Continua a leggere

Dopo l’individuazione dell’Assessorato dell’A.R.N.A.S. Garibaldi  come azienda  centro COVID19-dedicato, con i suoi 20 posti letto di Rianimazione  adulti ,  2 posti letto Rianimazione Pediatrica,  lo spostamento della Pneumologia al Centro, l’ampliamento delle malattie infettive, il percorso per le donne gravide, tutto ciò per ospitare i pazienti affetti da corona-virus.

Sicuramente una grande rivoluzione all’interno di una Azienda Ospedaliera ad Alta Specializzazione come il Garibaldi, sacrificando anche qualche unità operativa per reclutare personale e rafforzare dove c’è bisogno, lasciando qualche mal contento in questo trambusto.

I primi RISULTATI,   ARNAS Garibaldi contro COVID19  3 – 0  dopo un ricovero presso il reparto di Malattie infettive dell’ospedale Garibaldi-Nesima di Catania sono stati dimessi tre ricoverati per Covid 19 curati con una terapia combinata Idrossiclorichina, Lopinar e Azitromicina grazie a procedure attivate dall’assessorato regionale alla Salute.

La notizia fa ben sperare, si tratta di una 60 enne, un 63 enne e un 77 enne che sono tornati oggi a casa nel rispetto di misure di sicurezza condivise con l’Azienda sanitaria provinciale. I primi due pazienti non presentavano un quadro particolarmente complicato, mentre la situazione del 77enne appariva in un primo momento critica, viste le numerose patologie di cui soffriva l’uomo. La lotta continua e la speranza aumenta per tutti gl’altri pazienti ricoverati presso l’ARNAS,  alcuni di questi con un quadro clinico complesso ed i parametri vitali a limite, dove si rende necessaria la  ventilazione meccanica, comunque la macchinosa strategia messa in moto dalla Direzione Aziendale è in continuo mutamento e, qualora la situazione lo richieda, considerando che il trend di contagiati ed ospedalizzati continua ad essere in crescita.

In questo momento di così frenetico, di caos totale direi, sembriamo quasi in guerra la nostra richieste continua ad essere  “la fornitura dei DPI adatti” per gli operatori sanitari, presidi introvabili, i coordinatori delle Unità Operative ormai sono costretti a centellinare il materiale, naturalmente spesso a discapito dell’assistenza. Come Abbiamo scritto in un Articolo precedente Adesso è il momento di lottare TUTTI INSIEME, per il futuro, ricordiamoci però che NurSind non dimentica.

Infermiere  Dott. Vincenzo Neri

 

Sono lontani i tempi in cui si era abituati agli scontri fra destra e sinistra, processi e prescrizione, MES, talk-show, social-accuse e dirette da spiaggia. Da giorni ormai, alla stessa ora assistiamo con la doverosa apprensione ad un unico e doloroso spettacolo fatto sulle cifre del contagio, dei guariti e dei deceduti dovuti al covid-19. Purtroppo questo serio e rigoroso spettacolo, viene reso ridicolo dal duo B&B (Boccia-Borrelli) allorquando decidono di mettere in scena il triste balletto delle mascherine.

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“Avevamo richiesto per tutti gli operatori sanitari, Sia come coordinamento regionale che come segreteria territoriale tamponi a tutti i sanitari al fine di dare ulteriore forza alle misure di contenimento.  Siamo soddisfatti che, anche se in ritardo tutti i sanitari potranno fare il tampone. Questo certamente servirà a garantire che un sanitario infetto e asintomatico, o paucisintomatico possa infettare altri e aumentare il contagio.”

Salvatore Vaccaro

Nuova ordinanza del Presidente Musumeci nella quale sono contenute misure più stringenti per i cittadini al fine di contenere la diffusione del CoVid-19 e nel contempo per quanto concerne gli operatori sanitari, da il via libera all’effettuazione dei tamponi orofaringei nei confronti del personale sanitario. Il NurSind esprime apprezzamento verso questo provvedimento che già da tempo avevamo posto all’attenzione del Governo regionale e che finalmente vediamo concretizzarsi.

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Appena arriverà la circolare il congedo chiesto sarà tramutato in quello straordinario, con il pagamento dell’indennità pari al 50% della retribuzione (per i collaboratori 50% del reddito giornaliero per i giorni chiesti) e la copertura della contribuzione figurativa. Sarà retroattivo e si potrà chiedere a partire dal 5 marzo.

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“Applicazione dell’art.6 del decreto 18/2020 Cura Italia che prevede la requisizione di strutture alberghiere.”

E’ questo quello che chiede il Sindacato Nursind all’Autorità Prefettizia ed al Sindaco di Catania per dar modo agli operatori sanitari (infermieri, medici, tecnici sanitari e OSS) impegnati in prima linea nelle strutture ospedaliere destinate all’assistenza dei pazienti Covid-Positivi, di poter fruire di un alloggio per riposare e ristorarsi tra un turno e l’altro senza il rischio, tornando a casa, di contagiare familiari e ulteriore popolazione.

Ciò anche in previsione del fatto che, con l’inevitabile arrivo dell’onda di piena di pazienti gravi, i turni di lavoro potranno prolungarsi anche oltre le 12 ore di fila.

Nel frattempo la Direzione Generale del Policlinico di Catania, che ha individuato il Presidio Ospedaliero San Marco di Librino quale struttura Covid19, sta valutando con favore l’altra proposta del Sindacato di aumentare i tempi di vestizione e svestizione a favore del personale durante il cambio turno in quei reparti impegnati direttamente all’assistenza di pazienti contagiosi. 

 

“Faremo richiesta in tutte le aziende di Catania” –  che agli infermieri in prima linea sia riconosciuto il lavoro ed il rischio”

 

 

Cari colleghi

finalmente ieri sera è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato Decreto Legge n 18 del 17-3- 2020 in cui si parla dei benefici straordinari per emergenza corona virus in tema di congedi parentali e Legge. 104. Continua a leggere

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