Il Tribunale del Lavoro accoglie il ricorso del sindacato NurSind, assistito dallo Studio Legale De Angelis. Riconosciuto il diritto al ristoro per i turni eccedenti le sei ore. Risarcimenti fino a dieci anni per singolo operatore. Una sentenza che segna un punto di svolta per i diritti dei lavoratori della sanità etnea. Il Giudice del Lavoro, ha condannato l’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Catania al risarcimento in favore di un gruppo di infermieri e operatori socio sanitari per il mancato riconoscimento del diritto ai buoni pasto.
La decisione, firmata dalla dott.ssa Laura Renda lo scorso 14 marzo 2026, mette fine al contenzioso promosso dal NurSind attraverso lo Studio Legale De Angelis. Il fulcro della questione riguarda la violazione del diritto alla pausa mensa o al servizio sostitutivo per tutti quei turni di lavoro superiori alle sei ore, mai garantito dall’azienda negli anni passati.
Il Giudice ha riconosciuto il diritto dei ricorrenti a percepire il buono pasto per ogni turno eccedente le sei ore, a far data dai dieci anni antecedenti la diffida inoltrata nel gennaio 2025. Per l’effetto, l’ASP di Catania è stata condannata a corrispondere somme che, per alcuni lavoratori sono di diverse migliaia di euro. Oltre al risarcimento del danno, l’Azienda è stata condannata al pagamento delle spese legali oltre ad accessori di legge.
Soddisfazione è stata espressa dal Segretario Aziendale NurSind, Salvatore Tirendi: “Questa sentenza è un atto di giustizia che restituisce dignità a chi, ogni giorno, garantisce la salute pubblica spesso in condizioni di sacrificio. Il buono pasto non è un “regalo”, ma un diritto contrattuale legato al benessere del lavoratore che presta servizio per oltre sei ore consecutive.
L’avv. Domenico De Angelis, che ha curato il ricorso, sottolinea l’importanza tecnica della pronuncia: “La sentenza della dott.ssa Renda è condivisibile e si inserisce in un solco giurisprudenziale ormai consolidato, ma che ancora troppe amministrazioni sanitarie faticano a recepire spontaneamente. È stato ribadito che l’obbligo di fornire la mensa o il buono pasto è strettamente connesso alla durata della prestazione lavorativa. Particolarmente rilevante è il riconoscimento della prescrizione decennale, che ha permesso di recuperare somme maturate in un arco temporale molto ampio, tutelando pienamente il diritto al risarcimento del danno subito dai lavoratori.”
