Concorso per DS al Cannizzaro: ad ognuno il proprio MERITO.

Cari colleghi,

di recente si sono svolte selezioni al Cannizzaro per il passaggio in DS su un bando emanato poco tempo fa e che ha visto una partecipazione di circa il 10% del personale sanitario e amministrativo.

Mi permetto di scrivere su questa selezione poiché appena terminata sono stato sommerso da una valanga di telefonate di iscritti e non che gridavano allo scandalo per le modalità e i risultati che, una volta pubblicati, hanno creato non pochi malumori anche tra il personale che non aveva partecipato alle prove selettive.

Analizzando la questione in maniera più approfondita ho avuto modo di verificare diverse diciamo, “stranezze” che hanno caratterizzato tutto l’iter che ha visto, a chiusura, 18 idonei su circa 70 partecipanti per 16 posti di DS.

In primis mi chiedo come mai molti infermieri non hanno neanche partecipato considerando che il passaggio in DS costituisce un aumento economico a cui tutti i D potevano aspirare. Nonostante ciò, solo il 10 % degli infermieri dell’azienda Cannizzaro ha deciso di concorrere, evidentemente i più temerari. Non si sentivano sufficientemente preparati oppure pensavano che i posti fossero stati già assegnati in partenza? A pensar male si commette peccato ma spesso ci si indovina enunciava un vecchio detto (anche se non parliamo di questo caso) e in effetti intervistando alcuni colleghi che non avevano partecipato mi hanno riferito l’opinione diffusa che lo svolgimento di quella selezione era una pura formalità per cui i vincitori erano già di dominio pubblico.

Certo qua si presumono di reati di diversa natura (anche se non è questo il caso) ed è piuttosto strano che nel 2018 un concorso possa essere ancora truccato in ogni sua parte al fine di poter “sistemare” una graduatoria secondo gradimento.

Non potrei mai pensare che il 90% di quelli hanno preso la fascia DS al Cannizzaro siano stati raccomandati dal sindacato (a quale titolo?); come non potrei mai accettare l’idea che i due terzi dei vincitori appartenessero a un singolo sindacato, magari come attivisti oppure, peggio ancora, sindacalisti. Anche perché sono certo che la commissione ha garantito trasparenza e imparzialità.

Si pensi che addirittura che lo scritto era composto da dieci domande (a quiz) alle quali i colleghi dovevano rispondere in un’ora(6 minuti per ogni domanda), ma che la grande preparazione e l’enorme sagacia dei concorrenti ha permesso di risolvere in pochi minuti. Neanche un bocciato allo scritto. Roba da scienziati dell’infermieristica.

Ma allora perché i colleghi gridano allo scandalo?  E qui mi riferiscono che la stragrande maggioranza dei promossi ai quiz, nonostante la difficoltà dello scritto (quasi tutti hanno fatto 10/10) sono stati BOCCIATI alla prova orale alcuni addirittura con ZERO di punteggio!

Ora mi chiedo, ma come è possibile che ieri questi colleghi erano preparatissimi ed oggi sono diventati dei poveri ignoranti?

Una volta, ai tempi in cui si andava avanti solo tramite raccomandazioni, si faceva così: si determinava uno scritto semplicissimo in modo che chiunque potesse superare il test e di conseguenza si assegnava più o meno lo stesso punteggio a tutti, tanto poi c’era l’orale. Alla prova orale solo chi veramente era preparato (o chi conosceva le domande già prima!) poteva realizzare punteggi elevati, escludendo così tutti gli altri; ma rimango ancora convinto che non sia questo il caso. Vorrei tranquillizzare tutti i colleghi del Cannizzaro perché sono certo che questo concorso si sia svolto entro i canoni della correttezza trasparenza e buona fede e probabilmente tutte le storie raccontate sono certamente frutto di una fervida immaginazione. L’unica cosa che mi è parsa ancora più strano… è che tutti hanno immaginato la stessa cosa. Ma questa è tutt’altra storia.

E mi raccomando… alle RSU votate questi geni, poiché molti saranno diretti candidati. È evidente che la loro preparazione porterà grandi frutti per gli infermieri del Cannizzaro. Siate Liberi.

 

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Salvo Vaccaro

Segretario Provinciale NurSind Catania - Componente Direzione Nazionale NurSind. Da 20 anni impegnato nella tutela e valorizzazione della professione e dei professionisti infermieri. "L'amore per la professione mi ha spinto sui passi dell'autorappresentanza"

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