In questi giorni assistiamo ad una folle corsa alla ricerca e all’acquisto incondizionato delle mascherine di protezione che sebbene siano uno strumento utile per ostacolare le infezioni, le stesse però, vanno usate nel modo giusto e, soprattutto devono essere associate a una serie di comportamenti igienici di prevenzione.

Indossare la mascherina e non lavarsi le mani non serve assolutamente a nulla.

Le mascherine nascono negli ambienti ospedalieri, e fanno parte dei Dispositivi Individuali di Protezione (DPI) disciplinati dal D lgs 81/08. Le avrai potute notare nei blocchi operatori, nei reparti infettivi e in altri ambienti sanitari. Sono accessori monouso e studiate inizialmente per limitare la trasmissione di agenti infettivi dal personale sanitario ai pazienti, e viceversa.

Esistono due tipologie differenti: mascherine chirurgiche e i filtranti facciali

Le mascherine chirurgiche sono le più diffuse. Non aderiscono strettamente ai contorni del viso e sono studiate per impedire che le goccioline di secrezioni respiratorie (droplet) più grosse vengano in contatto con la bocca o il naso di chi le indossa. Sono utilizzate in particolare in ambiente ospedaliero, e servono a evitare che la persona che la indossa contamini l’ambiente (e quindi i soggetti con cui viene a contatto). Esistono diversi tipologie: I, IR , II e IIR con marcatura CE sulla confezione.

Quelle di tipo II (tre strati) e IIR (quattro strati) offrono una maggiore efficienza di filtrazione batterica (≥ 98%), inoltre la IIR è resistente anche agli spruzzi. Dopo 2 -3 ore di uso, le mascherine vanno sostituite in quanto, inumidendosi, perdendo di efficacia. Non è dimostrato invece che l’uso della mascherina chirurgica da parte delle persone sane nelle loro normali attività quotidiane, riduca la trasmissione del virus dell’influenza.

Dunque, l’uso della mascherina chirurgica non garantisce una valida difesa contro i virus, in quanto non offre una sicura protezione alla penetrazione di polveri ed aerosol, ma presenta comunque alcuni vantaggi:

  • riduce il rischio di contagio se indossata dalla persona malata, in quanto limita il numero di microorganismi immessi nell’ambiente (es. starnuto);

  • protegge, in alcuni casi, la persona sana da schizzi di liquidi infetti.

I facciali filtranti o respiratori sono dispositivi più complessi. Una volta indossati aderiscono strettamente al viso di chi li indossa, filtrando le particelle più piccole che potrebbero essere inalate o venire in contatto con le mucose di naso e bocca. Essi sono gli unici dispositivi che garantiscono la protezione delle vie respiratorie dal virus. Questo tipo di maschera a filtro e’ costituito interamente o prevalentemente di materiale filtrante attraverso il quale passa l’aria inspirata; l’aria espirata può essere scaricata attraverso lo stesso materiale filtrante o attraverso una valvola di espirazione. Alcuni tipi, per migliorare l’adattamento del volto, ricorrono ad un adattatore attorno al naso. L’utilizzatore deve modellare a adattarlo sul proprio naso prima dell’ uso.

I facciali filtranti vengono classificati in:

  • FF P1 facciale filtrante con bassa separazione contro le particelle solide (efficienza filtrante minima 78%)

  • FF P2 facciale filtrante con media separazione contro le particelle solide e liquide(efficienza filtrante minima 92%)

  • FF P3 facciale filtrante con alta separazione contro le particelle solide e liquide (efficienza filtrante minima 98%).

Contro i virus influenzali, sono indicati solo i facciali di tipo FF P2, FF P3 riconoscibile per la presenza sul respiratore della marcatura CE EN 149 o N95 (classificazione americana).

Accanto alla classificazione (FFP2 e FFP3), a secondo della protezione che offrono, sono marcati con S (contro aerosol solidi e contro aerosol liquidi a base acquosa) o SL (contro aerosol solidi e liquidi).

L’efficacia della maschera è legata soprattutto ad una buona tenuta sul volto, per questo va indossata in assenza di barba e baffi, e all’attuazione di altre misure quali il lavaggio delle mani, il corretto indossamento e rimozione, la corretta eliminazione dopo l’ uso.

Questo tipo di maschera va sostituita dopo 8 ore di uso e uno scorretto utilizzo può aumentare il rischio di trasmissione piuttosto che ridurlo.

Il Ministero della Salute ha indicato la procedura corretta per indossare e togliere la mascherina. Ha inoltre precisato che indossare più mascherine una sopra l’altra non serve a nulla.

Come mettere la mascherina

  • Prima di indossarla bisogna lavare le mani con acqua e sapone o con una soluzione alcolica

  • Indossare la mascherina coprendo bene bocca e naso

  • Assicurarsi che la mascherina aderisca correttamente al volto

Come togliere la mascherina

  • Prenderla dall’elastico, evitando di toccare la parte anteriore

  • Inserirla in un sacchetto chiuso prima di buttarla

  • Lavare di nuovo le mani

fonti:

www.salute.gov.it

www.focus.it

www.seton.it

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Emilio Benincasa

Infermiere presso U.O.C. Chirurgia Generale ARNAS Garibaldi Centro CT Dirigente sindacale NurSind. Da diversi anni impegnato nel Sindacato per il riconoscimento dei diritti della professione infermieristica e più in generale del lavoro e dei lavoratori. "QUALCUNO SI CREDE PIU' GRANDE DI TE SOLO PERCHE TU SEI IN GINOCCHIO: ALZATI !!" L.M. Prudhomme

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