Stiamo vivendo in un epoca di transizione e non ce ne accorgiamo. Il mondo sta cambiando, in pochi anni la tecnologia ha invaso la nostra quotidianità, i social sono più seguiti dei TG, 40 anni fa era impensabile un telefono portatile,  oggi, gli smartphone a portata di tutti. Il mondo sta cambiando e con esso anche l’infermiere.  Soprattutto è il lavoro dell’infermiere a cambiare. Le esigenza della società moderna sono cambiate e le richieste sono ben diverse. Oggi  migliaia di infermieri italiani si scontrano con tutta una serie di contingenze socio-economiche che, dettate da fenomeni storici quali la globalizzazione, la crisi economica, la mancata rappresentanza di categoria, l’evoluzione sociale, ma soprattutto l’etichetta di infermiere fannullone stipendiato statale,  non soddisfano i professionisti infermieri che meritano e desiderano maggior rispetto, più competenze, maggior possibilità di carriera, un’importante presenza nei processi sanitari e decisionali, migliori condizioni lavorative, uno stipendio adeguato alle responsabilità e al ruolo di un professionista fondamentale nel processo terapeutico assistenziale del paziente. La società moderna richiede sempre maggior competenza, oggi diventare infermiere comprende un percorso formativo molto impegnativo, addirittura i professionisti investono tempo e denaro nei master post laurea, o addirittura completando il percorso della triennale con la specialistica. Oggi l’infermieristica  sicuramente una professione intellettuale che ha di bisogno una figura di supporto, con cui deve collaborare per l’assistenza di base, e sopratutto deve valorizzare per il completamento del processo assistenziale.

Oggi l’infermieristica sta cambiando, dobbiamo lottare per avere i nostri dirigenti infermieristici, dobbiamo avere gli infermieri specialisti, è inutile ricordare  dei singoli e possibili percorsi specialistici che la sanità moderna potrebbe richiedere come i primary nursing, bad manager, case management, risk manager, PICC team, infermieri di famiglia, specialisti in vulnologia, tracheostomie, colonstomie,  ecc.. non sono più percorsi fantascientifici ma assodate figure che in alcune realtà sono già presenti, ed aggiungo con ottimi risultati, e che  nei prossimi anni potrebbero fare la differenza in una sanità moderna.

Oggi i sindacati di categoria rappresentano fortemente l’infermiere; un’auto rappresentanza fisiologica, non vogliamo più che a parlare delle  nostre problematiche siano figure che addirittura non lavorano in sanità,  siamo rappresentativi in tutte le aziende della penisola e facciamo la differenza perchè viviamo e combattiamo  i problemi di una quotidianità professionale diversa da chi fino ad ieri si sedeva a rappresentare gli infermieri.

NurSind per decisione convinta e unanime non ha sottoscritto il CCNL 21 maggio 2018 perché non portava nulla per gli infermieri, anzi li penalizzava ulteriormente, si pensi alle indennità sui tre e due turni che molti infermieri hanno perso.

Oggi l’infermieristica sta cambiando, la consapevolezza infermieristica sta cambiando, tanto accora dobbiamo fare, per scardinare quelle caste che oggi hanno rovinato la nostra amata professione, oggi nella crisi post covid-19 dobbiamo essere ancora più consapevoli, da angeli ad eroi già dimenticati dobbiamo essere sempre più uniti, sostenerci ed essere consapevoli del nostro Valore. Abbiamo dato un ampia dimostrazione di ciò che siamo, gli unici a non saperlo eravamo PROPRIO GLI INFERMIERE.

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Vincenzo Neri

Segretario Aziendale NurSind Garibaldi - Componente Direttivo Provinciale - Revisore dei Conti NurSind Nazionale - Infermiere con esperienza ventennale in Area Critica. La consapevolezza del nostro ruolo, la conoscenza delle norme, l'aggiornamento professionale e la passione per la nostra amata professione mi spingono a dare il mio contributo alla categoria.

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